Il 21 luglio 2026 Substack, la piattaforma per newsletter e blog, ha aggiunto un rilevatore AI. Chi legge può chiedere una stima di quanta parte di un testo è scritta a mano e quanta con l’aiuto dell’AI. Se la tua attività manda una newsletter o tiene un blog, ti riguarda.
Cosa è successo
La novità l’ha annunciata Chris Best, amministratore delegato di Substack, nel post «Against Claudefishing» («contro il Claudefishing»). La scansione è fatta con la società Pangram e vale per post, note, commenti e risposte oltre le 100 parole, pubblicati dal 21 luglio in poi. Il risultato lo vede solo chi la chiede.
Claudefishing vuol dire far passare un testo fatto con l’AI per scritto da una persona. Substack dice di usare l’AI ogni giorno e di non essere contro chi la usa per farsi aiutare nel lavoro: è contro l’inganno, cioè lo scarto tra quello che il lettore si aspetta e quello che riceve.
Pangram dichiara un tasso di falsi positivi dello 0,01%: sono i testi scritti da una persona e segnalati come fatti con l’AI. È un dato del produttore. E la scansione, ha scritto Best, non può stabilire se dietro un testo c’è stata la cura di una persona.
Se scrivi su Substack, puoi:
- aggiungere una nota «How I make this» («come lavoro»), che compare a chi fa la scansione di un tuo testo;
- fare la scansione delle bozze prima di pubblicare;
- segnalare e rimuovere le scansioni che ritieni sbagliate;
- disattivare la scansione post per post, senza doverla fare prima.
Il 12 agosto la radio pubblica americana NPR ha raccontato che la funzione ha diviso la comunità di Substack. Lo scrittore Sam Kriss si è detto a favore: la tecnologia non è perfetta, ma è abbastanza buona, e le piattaforme resisteranno solo se garantiscono che a scrivere è stata una persona. Il professore Sam Illingworth ha detto di temere un clima di sospetto, «colpevole finché non dimostri di essere umano», e falsi positivi che possono costare abbonati paganti a chi viene segnalato per errore.
Best ha detto a NPR che usare l’AI per scrivere non è un male in sé, e che dare trasparenza al lettore conviene a chi fa un lavoro di qualità.
Perché conta per chi ha un’attività
Su Substack chi ti legge può chiedere la scansione di un tuo testo. Fuori da Substack c’è l’estensione di Pangram per Chrome, lanciata il 24 aprile 2026: chi la installa controlla i post che legge sui social mentre scorre la pagina. In uno studio della stessa Pangram, su oltre un milione di testi letti dagli utenti dell’estensione, il 21,9% di quelli su Substack risultava generato o assistito dall’AI.
Il punto non è usare l’AI: lo dice anche Substack. Il punto è lo scarto. Chi apre la newsletter di un negozio o di uno studio si aspetta la voce del titolare, la sua esperienza, i casi veri. Se riceve un testo che potrebbe aver scritto chiunque, lo scarto c’è, con o senza scansione.
E la percentuale è una stima, non una prova. I falsi positivi esistono, e c’è chi li teme. Per questo conta poter mostrare come lavori.
Cosa fare adesso
- Scrivi tu le parti che contano. L’opinione, il caso della settimana, il numero che viene dalla tua attività: è quello che il lettore cerca da te. Usa l’AI per la struttura, i titoli, le correzioni.
- Di’ come lavori. Basta una riga in fondo al testo, per esempio: «Scrivo io, uso l’AI per titoli e correzioni». Su Substack mettila nella nota «How I make this».
- Su Substack, decidi post per post. Fai la scansione della bozza prima di pubblicare. Poi scegli se tenere attiva la scansione su quel post. Se una scansione ti sembra sbagliata, segnalala e rimuovila.
- Conserva appunti e bozze. Se qualcuno ha dubbi su un tuo testo, appunti e bozze mostrano come ci hai lavorato. La percentuale, da sola, non lo dice.
Domande frequenti
Se uso l’AI solo per correggere, il testo risulta fatto con l’AI?
Non c’è una regola fissa. La scansione dà una stima di quanta parte del testo è scritta a mano e quanta con l’aiuto dell’AI, e il confine non è netto: Illingworth si è chiesto che percentuale sia AI se chi scrive ha l’idea e la sviluppa con l’AI. Su Substack puoi saperlo prima: fai la scansione della bozza.
Posso impedire la scansione dei miei post?
Su Substack sì: puoi disattivarla post per post, senza doverla fare prima. E la scansione vale solo per i testi oltre le 100 parole pubblicati dal 21 luglio 2026 in poi.
Vale anche fuori da Substack?
La scansione di Substack no. Ma l’estensione di Pangram per Chrome controlla i post sui social mentre li scorri: nel suo studio c’erano LinkedIn, Medium, Substack, X e Reddit.
Anche chi chiama o scrive alla tua attività vuole sapere se parla con una persona o con un’AI. Se usi un assistente telefonico o un assistente su WhatsApp, fai in modo che dica subito che è un’AI e che risponda con le tue informazioni. E il tempo che non passi a rispondere alle domande di sempre puoi metterlo nei testi che contano. Per capire in quali ore ti serve di più, guarda quando chiamano davvero i clienti. Se vuoi sapere come funziona per la tua attività, parliamone.
Fonti: Substack, «Against Claudefishing», 21 luglio 2026; Substack, le reazioni di chi scrive, 24 luglio 2026; NPR, 12 agosto 2026; Pangram, 9 luglio 2026