LinkedIn ha un pulsante per segnalare l’AI slop: cosa cambia per te

A fine luglio LinkedIn ha aggiunto ai post un’opzione per segnalarli come «AI slop», cioè contenuti fatti in serie con l’AI, generici e di scarsa qualità. Se usi LinkedIn per trovare clienti ti riguarda: i post che LinkedIn classifica così arrivano a meno persone fuori dalla tua rete.

Cosa è successo

Già il 20 maggio LinkedIn aveva spiegato che i contenuti che sembrano generati dall’AI e non hanno una prospettiva chiara vengono diffusi meno oltre la rete diretta di chi li pubblica. Lo stesso vale per i commenti pubblicati in serie con strumenti automatici, con poco o nessun intervento umano, e per le risposte che ripetono il post senza aggiungere nulla.

Il pulsante per segnalarli è arrivato a fine luglio: l’opzione «Seems like AI slop» (letteralmente «sembra AI slop»), nel menu che si apre con i tre puntini di un post. Hari Srinivasan, direttore del prodotto di LinkedIn, l’ha annunciato con un post. Ha detto che in LinkedIn l’AI slop è una priorità per tutti, e che chi usa LinkedIn ci viene per entrare in contatto con persone vere e condividere prospettive, idee ed esperienza vere.

Le segnalazioni servono a mettere a punto i modelli con cui LinkedIn individua l’AI slop, e a mostrarne meno tra i contenuti consigliati che arrivano da fuori della tua rete.

LinkedIn ha anche tolto «Enhance your post» («migliora il tuo post»), la funzione AI che riscriveva i post, e al suo posto ha messo una correzione di bozze che non cambia la tua voce. Ha rafforzato le verifiche di profili e pagine, e ha detto che ogni giorno blocca centinaia di migliaia di tentativi di commenti automatici. E ha annunciato un avviso privato per chi pubblica, quando un suo contenuto sembra poco autentico per l’uso pesante dell’AI.

Ad agosto Srinivasan ha dato due numeri. Il pulsante era stato usato più di un milione di volte. E le visualizzazioni dei contenuti che LinkedIn classifica come AI slop erano calate del 40% rispetto a poche settimane prima.

Perché conta per chi ha un’attività

Su LinkedIn tanti professionisti, studi e aziende che vendono ad altre aziende cercano clienti e fornitori. Un post generico, scritto per intero dall’AI, rischia una segnalazione e meno visualizzazioni proprio fuori dalla tua rete, dove arrivano i contatti nuovi.

Post scritti per intero dall’AI non mancano. Il 9 luglio Pangram, una società che fa rilevatori di testi scritti con l’AI, ha pubblicato uno studio su oltre un milione di testi letti su cinque piattaforme dagli utenti della sua estensione per Chrome. Su LinkedIn più del 40% dei post lunghi, sopra le 250 parole, risultava scritto per intero dall’AI. Il campione è fatto dai post visti da chi usa l’estensione e ha scelto di condividere i dati: non è una misura di tutto LinkedIn.

LinkedIn però non vieta l’AI. A perdere visibilità sono i contenuti fatti in serie, senza una persona dietro.

Cosa fare adesso

  1. Pubblica meno, ma con qualcosa che hai solo tu. Un lavoro fatto, un problema risolto, un dato della tua attività, una foto vera. Se parli di un cliente, fallo solo con il suo permesso. È la prospettiva chiara che LinkedIn chiede ai post.
  2. Usa l’AI per correggere e accorciare. Scrivi tu la prima versione, poi chiedi all’AI di togliere errori e ripetizioni. È quello che fa ora LinkedIn stesso.
  3. Niente commenti automatici né strumenti che pubblicano in serie. LinkedIn diffonde meno i contenuti fatti così.
  4. Se LinkedIn ti avvisa che un post sembra poco autentico, non ignorarlo. Rileggi quel post e scrivi i prossimi con più cose tue.
  5. Commenta solo quando aggiungi qualcosa. LinkedIn diffonde meno le risposte che ripetono il post senza aggiungere nulla. Un commento con un’esperienza tua vale più di tanti complimenti.

Domande frequenti

Cosa succede a un post segnalato come AI slop su LinkedIn?

La segnalazione serve a LinkedIn per mettere a punto i modelli con cui individua l’AI slop. LinkedIn mostra meno, fuori dalla rete di chi li pubblica, i contenuti che classifica come AI slop: ad agosto ha detto che le loro visualizzazioni erano calate del 40% rispetto a poche settimane prima.

Posso ancora usare l’AI per scrivere su LinkedIn?

Sì. LinkedIn stesso dice che usare l’AI per farsi aiutare a scrivere va bene, ma post e commenti devono rappresentare la tua voce e il tuo punto di vista. Le idee e i fatti mettili tu, l’AI serve a correggere e accorciare.

Come faccio a sapere se un mio post sembra AI slop?

Srinivasan ha detto che l’AI slop è difficile da definire e che la definizione cambia. LinkedIn ha annunciato un avviso privato per chi pubblica contenuti che sembrano poco autentici per l’uso pesante dell’AI. Un controllo lo puoi fare da solo: se togli il tuo nome e il post potrebbe essere di chiunque nel tuo settore, manca la tua prospettiva.

L’AI rende di più dove non deve sembrare te: rispondere alle domande di sempre dei clienti mentre tu lavori. È quello che fanno l’assistente telefonico e l’assistente su WhatsApp: rispondono a nome della tua attività, e tu fai in modo che dicano subito che sono un’AI. Per sapere in quali ore ti servono, guarda quando chiamano i clienti. I post su LinkedIn, invece, scrivili tu. Se vuoi vedere come funziona nella tua attività, parliamone.

Fonti: LinkedIn News, conversazioni vere su LinkedIn, 20 maggio 2026; Pangram, i contenuti AI sui social e soprattutto su LinkedIn, 9 luglio 2026; TechCrunch, LinkedIn aggiunge un pulsante per segnalare l’AI slop, 30 luglio 2026; Fortune, il pulsante di LinkedIn contro l’AI slop, 31 luglio 2026; Engadget, LinkedIn dice che il pulsante contro l’AI slop funziona, 21 agosto 2026

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