Il 13 ottobre l'associazione dei consumatori ADOC ha diffuso i risultati di una ricerca fatta con l'istituto EURES sull'intelligenza artificiale nei servizi. Il dato più netto riguarda l'assistenza: il 75,3% degli intervistati più volte non è riuscito a risolvere un problema perché il servizio clienti era gestito solo da sistemi automatizzati o dall'IA. Forse nella tua attività rispondi già ai clienti con un assistente AI, o ci stai pensando. Questi numeri dicono dove l'automazione smette di aiutare.

Cosa è successo

La ricerca si intitola «Intelligenza Artificiale, nuove asimmetrie e nuovi bisogni di tutela della persona/consumatore». È stata presentata a Roma durante la X Assemblea nazionale ADOC. L'indagine si è svolta tra luglio e settembre 2026 su un campione rappresentativo di 1.183 cittadini maggiorenni residenti in Italia.

Il 73,3% dice di conoscere molto o abbastanza opportunità e rischi dell'IA. La fiducia però è bassa: il 72% pensa che l'uso crescente dell'IA da parte di imprese e istituzioni renda il consumatore più vulnerabile. Solo il 9% si sente più tutelato.

Queste sono le esperienze che gli intervistati hanno avuto più volte o molte volte.

Cosa è successo agli intervistatiQuota
Non hanno risolto un problema perché il servizio clienti era solo automatizzato75,3%
Hanno notato meno qualità o affidabilità nei servizi affidati all'IA o del tutto automatizzati70%
Hanno rinunciato a una prenotazione o a un servizio pubblico perché la procedura online era complessa o rigida68,8%
Hanno avuto la sensazione che una procedura automatizzata limitasse i loro diritti o la possibilità di scegliere62,3%
Si sono visti rinnovare un abbonamento o un servizio che non volevano54,5%
Hanno subito una decisione ritenuta errata o ingiusta senza poter avere subito un chiarimento da una persona47,5%

Sui rinnovi, contando anche chi li ha subiti una volta sola, si arriva a quasi tre consumatori su quattro.

Le difficoltà non sono uguali per tutti. Con l'assistenza automatizzata ha avuto problemi il 79,3% delle donne, contro il 70,8% degli uomini. Tra i 50 e i 64 anni, l'80,8% più volte non è riuscito a risolvere un problema e il 75,6% ha rinunciato a una prenotazione o a un servizio pubblico.

«La questione non è essere a favore o contro l'Intelligenza Artificiale», ha detto Anna Rea, presidente nazionale ADOC. Le proposte dell'associazione:

  • affiancare persone ai servizi automatizzati, soprattutto quando il consumatore segnala un problema;
  • far controllare a una persona le decisioni che possono causare danni;
  • informazioni comprensibili e trasparenza sull'uso dei dati;
  • conferma esplicita dei rinnovi vicino alla scadenza e procedure di disdetta ben visibili;
  • educazione all'IA nelle scuole.

Perché conta per chi ha un'attività

La ricerca non boccia l'automazione. Boccia l'assistenza in cui l'automazione è l'unica strada. Se non trova una persona, non riesce a cambiare percorso e non sa con chi sta parlando, il cliente si arrende. Per una grande azienda è un reclamo in più. Per una piccola attività è un cliente che prenota altrove.

Poi c'è la prenotazione: il 68,8% ha rinunciato più volte perché la procedura era complessa o rigida. Un modulo con troppi campi, un menu da cui non si esce, una disdetta nascosta: bastano per perdere un cliente.

Non si tratta di scegliere tra persona e AI. Il servizio va costruito in modo che nessuno resti bloccato: l'assistente dice subito che è un'AI, c'è sempre una via verso una persona, non ci sono percorsi obbligati, prenotare e disdire sono ugualmente facili.

Cosa fare adesso

  1. Prova il tuo servizio come se fossi un cliente. Chiama il tuo numero, scrivi su WhatsApp, prenota dal sito. Annota dove ti blocchi e quanti passaggi servono.
  2. Controlla la via d'uscita. Se l'assistente non risolve, deve passare la linea a una persona o raccogliere la richiesta per farti richiamare. Decidi chi risponde e in quali orari.
  3. Fai dire subito che è un'AI. Già nella prima frase.
  4. Rendi la disdetta facile quanto la prenotazione. Se per prenotare basta un messaggio, deve bastare anche per spostare o annullare.
  5. Rivedi rinnovi e abbonamenti. Avvisa prima della scadenza, chiedi una conferma esplicita e spiega chiaramente come si disdice.

Domande frequenti

Un assistente AI peggiora il servizio clienti?

La ricerca non dice questo. I dati riguardano i servizi clienti gestiti esclusivamente da sistemi automatizzati o dall'IA. Un assistente che risponde quando tu non puoi, e se serve passa la linea, è un'altra cosa.

Devo dire ai clienti che risponde un'AI?

Sì. Dal 2 agosto 2026, con l'AI Act, chi usa un assistente AI deve dire che è un'AI. Se lo dici nella prima frase, il cliente sa subito con cosa ha a che fare.

Chi fa più fatica con l'assistenza automatizzata?

Secondo la ricerca, le donne (79,3% contro il 70,8% degli uomini) e chi ha tra 50 e 64 anni (80,8%). Se tra i tuoi clienti queste persone sono molte, la via verso una persona conta ancora di più.

Rispondere sempre, senza lasciare nessuno bloccato, è quello che fa l'assistente telefonico: risponde a nome della tua attività quando tu non puoi, dice subito che è un'AI, raccoglie la richiesta e, se serve, passa la linea a una persona. Prende anche gli appuntamenti. Il numero resta quello che il cliente conosce: basta deviare le chiamate all'assistente AI. Su WhatsApp l'assistente risponde, prenota e manda i promemoria. Se vuoi vedere come funziona nella tua attività, parliamone.

Fonti: ADOC, comunicato sulla ricerca ADOC-EURES «Intelligenza Artificiale, nuove asimmetrie e nuovi bisogni di tutela della persona/consumatore», 13 ottobre 2026