Ad agosto Anthropic ha annunciato che i testi scritti da Claude portano un segno invisibile: un «watermark» (filigrana digitale) che uno strumento può leggere. Se usi Claude per scrivere email, post o schede prodotto, riguarda anche i tuoi testi.
Cosa è successo
Il 14 agosto 2026 Anthropic ha spiegato come funziona il segno, in una pagina aggiornata il 1° settembre. Il metodo si basa su un sistema di Google DeepMind pubblicato su Nature nel 2024.
Il segno non aggiunge parole: sta nella loro scelta. Ogni parola dipende da una chiave di Anthropic e dalle parole che la precedono. Le scelte restano casuali, ma con la chiave si può verificare se la sequenza è coerente con quelle che farebbe Claude.
Secondo Anthropic la qualità dei testi non cambia: nei test di Google DeepMind non è emersa nessuna differenza statisticamente significativa, e chi leggeva non notava differenze. Non ci sono costi in più.
I modelli di Claude usciti dal 2 agosto 2026 hanno il segno dal lancio. I più recenti, tra cui Opus 5.5, Sonnet 5 e Haiku 4.5, sono già coperti. Ai modelli usciti prima Anthropic lo sta aggiungendo: entro il 2 dicembre 2026 saranno coperti tutti.
Il segno c’è ovunque si usi Claude: nell’app, nei programmi collegati a Claude e sulle piattaforme cloud di Amazon, Google e Microsoft. Lo chiede solo la legge europea: gli obblighi di trasparenza sono in vigore dal 2 agosto 2026. Anthropic però lo applica in tutto il mondo.
Anthropic ha anche firmato il Codice di buone pratiche europeo sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, che serve a segnarli ed etichettarli. Secondo la Commissione europea, entro fine luglio l’avevano firmato circa 190 organizzazioni, tra cui Google, Meta, Microsoft, Mistral e OpenAI.
Il segno dice che Claude probabilmente è stato coinvolto a un certo punto. Non distingue un testo scritto da Claude da uno che Claude ha corretto a fondo, e non dice chi ha usato Claude. Non dimostra che un testo senza segno l’abbia scritto una persona, e non rileva le altre AI.
Per immagini e altri file c’è un segno diverso, le «Content Credentials» (credenziali del contenuto): dati firmati che dicono che il file è passato da Claude.
Perché conta per chi ha un’attività
Molti titolari usano Claude o un’altra AI per scrivere email, post, schede prodotto, risposte alle recensioni e offerte. Se quei testi escono da Claude, portano un segno che uno strumento può leggere. Vale anche se usi Claude solo per correggere o tradurre: il testo che esce può portare il segno, anche se le idee e la prima stesura sono tue.
Oggi il segno lo possono leggere solo alcune organizzazioni, ma Anthropic prevede di allargare l’accesso. Non è un divieto e non è un’accusa: il segno non dice «hai barato», dice che Claude c’è passato. E gli altri grandi fornitori hanno firmato lo stesso codice.
Il punto non è nascondersi. È non far passare per tuo, parola per parola, un testo che non hai scritto, quando chi legge si aspetta te. La sostanza deve essere tua: prezzi, casi, esperienza. E il testo lo rileggi tu.
Cosa fare adesso
- Guarda dove usi l’AI. Per ogni tipo di testo chiediti se chi legge si aspetta di leggere te.
- Metti tu la sostanza. Prezzi, condizioni, casi veri ed esperienza vengono da te. Con l’AI puoi metterli in ordine, non inventarli.
- Rileggi prima di mandare. Il testo esce con il tuo nome: controlla ogni dato e togli le frasi che non diresti.
- I testi personali scrivili tu. La risposta a un cliente scontento, un ringraziamento, un messaggio di scuse: lì conta che a scrivere sia tu.
- Dai una regola a chi lavora con te. Se un collaboratore usa l’AI per scrivere ai clienti, decidete chi rilegge prima dell’invio.
Domande frequenti
Chi può leggere il watermark di Claude?
Oggi il rilevamento nei testi è in anteprima privata. Lo possono usare le organizzazioni che ne hanno diritto per la legge europea (autorità, forze dell’ordine, media, chi verifica le notizie, ricercatori indipendenti, enti di formazione e società civile) e le imprese che devono verificarlo per i propri obblighi. Anthropic prevede di allargare l’accesso.
Se correggo il testo, il segno resta?
Il segno resta quando copi e incolli il testo, e con correzioni leggere probabilmente resta almeno in parte. Con una riscrittura completa, in cui cambi ogni parola, non c’è più: ma a quel punto il testo l’hai scritto tu. Riscrivere un testo solo per togliere il segno non ha senso: se un testo deve essere tuo, scrivilo tu.
Devo dire che un testo l’ho scritto con l’AI?
La legge europea sull’AI («AI Act») lo chiede a chi pubblica testi generati dall’AI per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. L’obbligo non vale se il testo è stato rivisto da una persona e qualcuno se ne assume la responsabilità editoriale. Se non sai se il tuo caso rientra, chiedi a un legale.
Quando l’AI parla direttamente con i tuoi clienti, la trasparenza conta ancora di più. Con l’assistente telefonico e l’assistente su WhatsApp il saluto lo scegli tu: fai in modo che dica subito che è un’AI. Per le chiamate non serve cambiare numero: basta deviarle all’assistente. Se vuoi capire come funziona per la tua attività, parliamone.
Fonti: Anthropic, come funziona il watermark nei testi di Claude, 14 agosto 2026, aggiornato il 1° settembre 2026; Centro assistenza di Claude, come vengono segnati i contenuti generati dall’AI, consultato il 25 settembre 2026; Commissione europea, adesioni al Codice di buone pratiche sulla trasparenza, 31 luglio 2026; TechCrunch, 11 agosto 2026; AI Act, articolo 50